Caro Diario...
lunedì, maggio 16, 2005
per voi.
Concetto forse ampolloso, forse affettato, forse tanto disarmante perchè è la cosa più semplice che esista in questo mondo.. la vita... ci penso spesso, nel mio correre, roteare, scappare, inseguire le lancette, perdermi nei meandri bui e sconosciuti dei troppi impegni, e del troppo pensare. alla fine.. sorrido nel vedere la copertina di un libro che sto cercando di leggere (uno dei tanti..) "Le cose del mondo sono fumo"...
L'unica cosa che collega noi, la nostra storia, le nostre giornate, i tanti nostri "bla-bla-bla", i nostri ricordi, i pianti e le risate, gli abbracci e gli arrivederci, l'unica cosa dicevo che unisce tutto questo al mondo intero.. siamo solo e semplicemente noi stessi.
Il nostro vivere in prima persona, protagonisti di una storia ancora tutta da scoprire, la storia più appassionante che sia mai esistita..
E quel che cela e nasconde (o solo custodisce gelosamente e preserva!) il nostro cuore, non è dato saperlo.. per molti, per tutti forse.. spesso anche per noi stessi, che giriamo per le strade immersi nei nostri pensieri che vanno, vanno, sempre a ruota libera, sempre senza una fine, troppe volte senza neanche farsi capire.
Io ci sono.
Non scrivo più qui se non quando non ne posso più di continuare ad aspettare "il momento", non passo più a trovarvi perchè a momenti non ritrovo neanche più questo mio, di luogo.. il sintomo è non ricordare più la password, il segno del tempo è arrivare ogni tanto e trovare grandi cambiamenti sulla piattaforma.. e trovare tanti abbracci, tante grida, tanti sproni.. di voi che mi siete vicini anche nel mio silenzio, che mi venite a trovare, col mio rammarico di non potervi ospitare in quella tanto accogliente casetta in cui vi offrivo sempre un buon teino, e tante tavole rotonde..
Ma questa resta sempre casa mia, e voi siete sempre accolti tutti a braccia aperte.. pensavo ad un'autogestione tipo quella di Alexdio.. e dare in mano a voi le chiavi finchè non torno.. ma.. no.. no, perchè sono sempre nell'attimo in cui sto per tornare.
Abituata a vivere nel tempo-senza-tempo, ora non ne trovo scansione neanche qui, seguendo solo il mio tempo mentale, forse sfalsato, chi lo sa, forse immaturo, o solo visionario.. a me piace pensare che sia il Tempo della Vita.. e che la mia visione sia un passo avanti per una più grande comprensione.
Ho smesso di litigare con l'orologio. L'inseguo sempre, vero, ma non sono più allineata sulla stessa scia.. i secondi sono troppo isterici, i minuti inesistenti, le ore appena si fan vedere.. a volte..
e così guardo il cielo, ancora come sempre.. guardo la luce, il sole, le nuvole, le stelle.. e sto davvero meglio.
Dicono che impazzirò, nella mia frenesia.. corso, stage, collaborazioni, palestra.. oltre alla famiglia, agli eventi, ai viaggi.. io la vedo come un'ottimizzazione, invece, la vivo in modo diverso, tanto che frenesia non è più, tutta quella che c'era invece prima..
Felice, saltellante di gioia per aver vinto la mia battaglia contro il Tempo nemico che mi ha insegnato il buon Baudelaire a temere.. e oggi è lui che piange.. finalmente..
Amici non disperate.. non mi trovate, ma vi ritroverò.. con calma, senza ansia, questa parte di me è così forte che non potrò abbandonarla. Quel che mi lega a voi, per diversi motivi, non resterà certo incollato ad un post, o imprigionato in una data..
.. ma se mi pensate in questi giorni pensatemi appena tornata da Parigi, magica città che ho corso, respirato, assaporato come sempre.. dove fino a ieri ho parlato ascoltato avuto fisso solo in mente quel che siamo noi, quel che facciamo noi.. ancora e spero sempre legata al mondo dell'autobiografismo.. sono stata là apposta per pensarvi un po' in francese, un po' da lontano, per pochi giorni ma tanta memoria, per poche esperienze ma tante emozioni..
mercoledì, aprile 20, 2005
DON'T WAIT FOR ME
I'VE GOT A LOT TO DO
I'VE GOT AL LOT TO BE...
AND IN THE END MAYBE I'LL SEE YOU THERE
lunedì, marzo 14, 2005
aria che si muove, che non può star ferma, e porta con sé suoni e rumori, e voci soffocate, e grida canzoni risate, copre il viso coi capelli, gioca coi paltò delle signore imbellettate e fa dispetti rubando cappelli ai passanti.. sollevando foglie e soffiando di freddo fra i vestiti carezzando la pelle di mano gelida.. trasporta emozioni lontane per vie e palazzi, parchi e piazze, e oltre su con le nuvole, giù facendo vibrare rami, ondeggiare cespugli, e raggomitolarsi di gatti e uccellini, ciascuno a casa sua, nel misto odore di fresco di preda di profumi e smog, di donna e di cane, col muso all'insù per captare, annusare, odorare. rumori lontani, etere inudibile, lacrime asciugate, carezze rubate.. tutto il mondo in una finestra, irrompe con un brivido, un sibilo per annuncio, mentre provi ad immaginare, tutto questo andare, andare, senza sosta, se mai potrà portare con sé anche la tua voce, liberata dalla prigione del tuo corpo, le tue parole sussurrate appena e consegnate a tutta quest'aria leggera e veloce, e partire per un viaggio, magari fino alle stelle, o solo fino alle porte del castello, prima di fondersi del tutto con le fresche invisibili onde.
come il vento, leggero e veloce, che mai ha sosta.
come il vento, brioso ed allegro, che di tutto parla, ma mai di sé.
imprevedibile e dispettoso, che fa sentire la sua presenza, ma non annuncia mai le proprie partenze.
domenica, marzo 13, 2005
.. stare fermi a guardare, ritornare indietro col pensiero, farsi mille sceneggiature di film mentali con tanto di storyboard e ufficio casting.. ma perchè non rompere la catena che inchioda a tutto questo? .. chiudere gli occhi e lanciarsi.. ed è in fondo l'unica cosa che conta, l'unica. in mezzo a tanta paura, e chiudersi serve per vedere in bianco e nero, per seguire il ticchettio delle lancette e rincuorarsi nel saper girare il sole sempre più veloce in mezzo a quel tanto grande cielo. sentirsi salvi nel calduccio protettivo di tanta sabbia, nelle righe già tutte scritte, per tanto tempo, lungo quelle pagine numerate, senza buchi, fra luci ed ombre di notti e giorni scanditi dalla solita piccola ruga che ormai adolescente esce già in compagnia. e l'etichetta invisibile della corazza che no, mai nessun drago sputafuoco potrà incendiare.
senti bussare anche tu? toc-toc-toc.. cosa vogliono ancora da me? chi siete? andate via, via, VIA! via tutti, l'unico compagno che potrebbe sorridere è un geco un po' lontano e intorpidito.. mentre ancora sembra tutto diviso, tutto così 'insieme' e così 'particolare', come se questo piano liscio in cui ci muoviamo sia stato abilmente tagliato in mille e mille fettine da una stella della senna veloce e dal tocco impercettibile, e mentre ogni cosa è un tutt'uno con la terra e il cielo e i colori e i profumi, i rumori, le musiche che si fondono insieme per creare una melodia che lega e lascia andare, imperturbabile realtà fatta di tanta materia e di tanti sentimenti e pensieri, tutti pressati e compressi con tanti colori che non riusciamo neanche ad immaginare, in un mondo che è pieno e saturo giusto perchè ogni spillo occupa il proprio posto nell'universo e si muove sempre nel giusto modo, perchè uno sbagliato non esiste, ma in tanta massa senti gli spifferi d'aria che non si sa se esitano fra i tagli della scenografia così maestralmente divisa, così magistralmente unita. saltare da un piano all'altro, quando si vuole, è un privilegio, quando l'ammissione non è vanto ma semplice riconoscimento.
stanotte, per la prima volta in vita mia, mi sono sentita parlare nel sonno. non ricordo, ma ero su un altro piano ancora, sconosciuto, che un po' spaventa, nel volerlo rimuovere così in fretta senza l'ossessiva curiosità del cercare di vedere e capire. perchè dalla sedia di tela ho deciso e cambiato il copione improvvisando davanti alla buia telecamera del silenzio della notte. decidere. cambiare. per puro motivo estetico od artistico, per budget o accordi in produzione, o semplice vezzo del momento, resterà uno di quei particolari che mai ci vengono svelati nel corso della nostra vita.
i colori di vita ed arte varia che solo una lacrima riesce a rinchiudere senza ricorrere ad un pittore del cielo, musicista della pioggia, poeta dell'aria o regista e attore di tanti anni della propria vita. ciascuna.
perchè a volte è solo uno sguardo che illumina, un bacio che sa di buono e sorride da solo, o un abbraccio solo pensato perchè chissà, chissà..
altri piani, nella stessa unità, si fondono e si allontanano, si lasciano e si cercano, nel ritmo di un pensiero ragionato che saltella e balla e saetta da un particolare ad un ricordo, da una nota al profumo di vernice fresca, consistente come un gessetto in mano, sempre che una frase o un sussurrato mormorio riesca a soffiare nelle orecchie qualche brivido che faccia di tutto una goccia, portata via nel turbinare della corrente.
sabato, marzo 05, 2005
luce se luce fu luce ancora sarà luna se guardi giù maschera bianca di ghiaccio cristallo riflesso sapore di taglio ferro di sangue che brilla vermiglio nel . (punto). tutto. rigoglio. bollore saltella d'acqua che fu e morbida affonda e graffia profonda e canta nell'eco -plink- ... l'onda di una goccia che mai vien raggiunta dall'acqua.. suona nel vuoto nel vortice muto del pensiero che ascolta. e osserva. e finalmente capisce.
che logica non è ragione, che fede non è religione, che suono non è musica, che luce non è colore, che Amare.. non è amore. e se piangere è soffrire, vivere è respirare. ma sempre senza guardare. Aristotele sommava pezzi nel loro insieme, che non era ancora l'oggetto.. essere in atto, essere in potenza.. essere.
ma quand'è che 'alcuni' diventan 'molti'? e se il più semplice è il più difficile, ci trascineremo sempre sopravvivendo sommersi da tanto mondo?
giù i gomiti dal tavolo, sorrido, respiro, a volte è davvero tutto così limpido!
..la parola.. bell'invenzione.
giovedì, marzo 03, 2005
Tempo, che scandisci le nostre giornate, le nostre vite, le nostre storie con attenzione e dedizione intessute e costruite. ricordi, pensieri, archivi e curiosità, tutto pare stare in Te, la verità assoluta sul letto del tuo fiume imperturbabile, veloce o lento, tiranno o amico, perchè non ristai?
Non crolla il castello di cristallo in cui vivi e fai dannare, gioire ed amare.. e nessuno osa romper lo specchio in cui c'intrappoli e ci giochi, nelle rughe, nelle tombe e nei dipinti di tempi antichi, negli amori di una vita, nei dolori di una formica, che gira gira gira e non capisce mai perchè, perchè pare che tutto la riporti solo a Te..
ti ho visto in un altro tempo, in un altro luogo, dove cavalli correvano forti e bai, le donnole cacciavano i topi e il morso dei lupi era velenoso, quando fuochi lontani nel buio chiamavano pellegrini e viandanti, e l'ordine del mondo e della vita era dato dall'alto, già scritto su carte ruvide e gialle. un luogo in cui il proprio nome, il proprio abito ed i propri obblighi erano verità più grandi dei propri sogni, in un tempo in cui assicurarsi acqua e fuoco richiedeva ore, odori e profumi forti di legna che arde, di spezie lontane, di incensi e fieno si mischiavano nell'aria per le strade.
ti ho visto guardare oltre al que sais-je? ed ascoltare nel silenzio una voce sussurrare dal cuore, qui suis-je? ...
ed incedere, in un mondo di simboli, luci e tenebre, cercando una verità più profonda e semplice, limpida.. quella che mercurio aveva perso col suo libro, e sbriciolato con la pietra, nel cimbalu mundi.
mon métier est vivre.
mon art est celle d'apprendre à aimer.
vivere.
amare.
e il tempo ...pufffff...
domenica, febbraio 27, 2005
"gli italiani sono bravissimi nel porre problemi, ma poi non sanno come risolverli"... italiani popolo di opinionisti.. questo si sa. tutti scrivono, nessuno legge.
luoghi comuni.
e un fondo di verità, per quanto colpisca nel vivo l'orgoglio.. si sa, c'è!
in ogni caso, va da sè che una società che si pone molti problemi è sintomo di crescita di consapevolezza, non solo di presa di posizioni. più problemi vengono posti, più la mente delle persone è in qualche modo 'aperta', varia, colorita, creativa.. le basi di un vero, diffuso, vissuto pluralismo, che nasce dal basso, non dall'alto come spesso tutti lamentiamo.
uh.. mi sento già in dignità di stampa, per questo pezzo di alta sociologia.. gh!
sabato, febbraio 26, 2005
imparare, imparare ancora e sempre.
che l'oggettività in fondo è fantasia, che il fumo di una sigaretta può dar fastidio, si, ma può anche stregare gli occhi che giocano con le luci e gli obiettivi, metti a fuoco, sfuma, ecco, sfuma proprio qui. nel bianco e nero. che è sempre così misteriosamente affascinante, perchè nelle scale di grigi si nascondono colori che solo possiamo immaginare, inventare nella mente, come le sensazioni di chi scrive una canzone, come sorridere nel leggere un bel racconto.. come in una bella serata, che se non la sai spiegare non ci provi neanche, e la rinchiudi in un aggettivo banale e scontato.
"Le cose del mondo sono come il fumo, scompaiono nello spazio di un istante".
e guardare il finto mondo con gli occhi socchiusi dal sonno, fastidio della luce, voglia di guardare, ancora, e ancora, di sentire e perdersi, di sorridere e amare.
si potesse raccontare, il mistero della vita, sarebbe perdere quel brillare negli occhi che tanto illumina uno sguardo. sarebbe dare colori predefiniti, in uno spettro di luce troppo ristretto per tutto prendere.
meglio gustare, assaporare, senza sublimare l'essenza delle cose. e intanto sorridere. fare.. essere. semplicemente ciò che si è. ciò che si fa. tutto nel soffio di un attimo, che è il solito attimo infinito del tempo senza tempo, quello della vita hic et nunc.
sa di nostalgia. sa di sguardo accattivante affascinante di un noir, sa di incompleto-infinito e insaziabile-irraggiungibile. ma è così bello.
è così vita.
sabato, febbraio 19, 2005
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole,
leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l'odio,
torre di controllo aiuto sto finendo l'aria dentro il serbatoio.

Vuoti di memoria non c'è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia,
piccolissimo particolare ti ho perduto senza cattiveria...
libero com'ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto i piedi adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come mastroianni anni fa sono una nuvola fra poco pioverà e non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà..
e poi perdersi in voragini di pensiero, quando invece il pensiero si sa, non fa. vedere e sentire, il tempo, ma vedere e sentire, la vita, non più il rincorrersi ma il fermarsi, semplicemente ascoltare, in silenzio. il tutto. prima di fare. stanca di tutte queste rincorse, la visione è tornata fresca fluida mi ha abbracciata. e ancora non so perchè non l'ascolto. non importa con chi, non importano i tuoi perchè, non importa dove. siamo tutti piccola parte della stessa cosa. oggi, domani, io, tu, ieri, il secolo scorso, il vecchietto pescatore senza denti che si sta alzando adesso dall'altra parte del mondo.. è uguale.
l'unica cosa che conta è dentro di te.
dentro.
che è poi, tutto ciò che vedi intorno. e oltre.
oltre
domenica, febbraio 06, 2005
aria nuova.
aria di pulito.
profumo di ordine, di fresco, di lenzuola nuove, di cielo terso, di acqua di sorgente..
ridondante. 30 & lode.
il 'novissimo ghiotti' impolverato ormai vecchio raggrinzito, manca il verme disicio e l'opera è fatta.
'le cose del mondo sono fumo', sotto il posacenere, abbandonato ormai a sè stesso, ma sempre li..
... qui e lì, notte e dì,
questo il mondo fa girar,
bianco e ner, falso e ver,
questo il mondo fa girar..
per ogni quà c'è sempre un là,
per ogni se c'è sempre un ma,
per ogni su c'è sempre un giù,
per ogni men c'è sempre un più.
più o men, vuoto o pien,
questo il mondo fa girar..
..
non c'è ricordo che non si leghi al passato. non c'è presente che non sia una parentesi -una bolla di sapone- , fra ciò che si era, e ciò che si vorrebbe essere.
bisogna uscire da quest'ordine d'idee!
se una cosa la si sa, è stupido non volerla vedere.
se nell'attimo si è, è stupido non volerlo vivere.
sabato, gennaio 29, 2005
sogni pesanti si alternano e c'è un chiodo nella testa che allo specchio non vedo e tutto rimbomba, brividi di febbre vaghi ricordi di ieri freddo palestra di ghiaccio e noi che ci rotoliamo per terra, lividi, ancora manca la sensibilità al pollice dall'allenamento con la sciabola e ormai son quattro giorni, bagliori nella mente di Casa come flash di Serenità e io resto qua. Ancora una volta inghiottita dalle troppe cose corso stage fiera partenza colloqui usciamo mi aiuti ci vediamo si ma quando..
sogni pesanti di me che arrivo per ultima al mare sorniona nel sole e in un sorriso in compagnia di un gattone gigante tigrato che mi guarda sensuale e mi accompagna dagli altri elegante e leggero, ma prima di vedere gli scogli dietro da Antonioni mi raggiungono le grida di qualcuno e corro intravedo giaguari in branco sugli scogli, qualcuno urla di scappare ma stanno tutti li, mi giro, il gattone è uno di loro e ora mi mostra un istante i canini poi si lancia dai suoi, non arriva nessuno e cerco di arrampicarmi per tornare verso il boschetto, mi raggiunge un opossum, morbido e tenerissimo, che mi si mette sotto l'ascella tremando col suo cucciolo, non riesce a scappare, li prendo con me, e lui mi guarda, ringhia, e inghiotte il piccolo in un boccone. torno al residence dove abitiamo tutti insieme e nella nostra camera il mio Amore dorme ancora, torno dopo aver fatto un giro per la casa e aver trovato tutti in movimento che si vestono e si preparano per cosa non so, e la mia parte del letto è occupata da Vivian, col mio pigiama e Lello il torello sotto braccio, corro via prendo il telefono ma è in linea diretta con lo zio che è da qualche parte con altri amici che giocano a carte, li sento che ridono e scherzano ma lui non capisce "ma perchè non si sente niente?questo telefono non funziona" lo chiamo urlo cerco di farmi sentire e rido perchè ancora non sente e avverto da noi che il telefono non si può usare, anche se mi dan della pazza e solo per me è occupato, solo io vedo dall'altra parte quel ritrovo goliardico, la zia sorride e fa una telefonata, senza sentire che nelle orecchie ha le voci dei giocatori di carte, ancora collegati.e nessuno si sente.
martedì, gennaio 18, 2005
TONY REY ... DOVE SEI?
canto a squarciagola.. vorrei che le uniche due persone (magari tre?e se la terza c'è..uaaa!) che qui possono cantare con me, passando per sbaglio, cantino, cantino, con me, ancora..(e non mi lincino come già prevedo )..come abbiamo fatto per settimane intere, ogni sera, e tornare a sognare quei sogni infiniti azzurri e profumati di quando l'età lasciava ancora spazio ad ogni strada o progetto, sempre strampalato, quasi mai realizzato, nella vita.
perchè no? perchè negare che secoli fa cantavamo e ballavamo così?:
E UN'ALTRA SERA CHIUSO IN UNA STANZA
SOLO CON LA SPERANZA DI ASCOLTARE
UN QUALCOSA CHE MI FACCIA PENSARE, PENSARE A TE
MENTRE TENGO FRA LE DITA
UNA STORIA CHE E' FINITA
O CHE FORSE NON E' MAI COMINCIATA...
...PERO' RIMANE UNA BELLA STORIA, VISSUTA CON TE...
IO CORRO SEMPRE CON LA FANTASIAAAAA
PER IMMAGINARE CHE TU SIA ANCORA MIAAAAAA
E QUANTE VOLTE GUARDO IL MARE-PER POTERTI RINCONTRARE
QUANTE VOLTE GUARDO LA LUNA-CERCO UN PO' DI FORTUNA
MA SOPRATTUTTO GUARDO IL SOLEEEEEE
E DENTRO ME
UN SENTIMENTO MUOREEEEEEEEEEEEE
Si.. hanno ragione, oggi sono pacatamente immensamente felice.
sabato, gennaio 08, 2005
bella musica che puoi ascoltare nelle spirali del fumo di una sigaretta accesa, regalata al posacenere che fuma lento, nel profumo di rosse grasse candele alla cannella, luce calda, e l'aria rimbalza nel ritmo pieno e tridimensionale di un blues rilassante, un po' estraniante, che ti prende per la manica della felpa e tira giù, giù, guarda qua, sono qua, il cuore e i ricordi, le albe ed i tramonti di una luna che di giorno è nascosta nella troppa luce, abbagliante, il sole egocentrico o le nuvole maliziose, e niente può riflettere quel candore. giacca arancione come l'estrosità di momenti che il tempo soffierà via prima di formar ancora brina sulla quale scivolare, scivolare, via con quel che rimane, un altro frammento di vita da poter appendere in bacheca, ancora vedo la vita che attraversa le stagioni, ancora vedo il cuore che ride e gioca e sorride allegro e intanto sempre si gira e piange una lacrima veloce, ssst, non mi vede nessuno, tutti impigliati nelle proprie corse e nel guardarsi i piedi per non cadere. salva. ancora. nessuno vede, nessuno legge dentro. senza fiato non trovo altro che sensazioni, intorno a me, dentro me, tutte le assaporo, quasi avida, belle, bellissime, brutte, tristi, tutto accolgo e abbraccio e bacio, ma non faccio altro che cercare un modo per ritrovare ciò che stavo cercando, e che ora non ricordo, proprio non ricordo. ssst. qualcosa, qualcuno, chi, sussurra, la via del cuore. si. soffia, soffia sulla sabbia.. sotto, quella strada, la tua, vedrai che non si è mai mossa da lì .
e mi sembra di riuscire a vedere il brillare delle stelle, oltre il Manto Scuro di nuvole che tutto copre.
Piccole grandi emozioni. fini a sè stesse.. ma da ballare ancora.
And I said 'What about breakfast at Tiffany's?'
lunedì, dicembre 27, 2004
un caffè, due caffè, molti-tanti-caffè, quanti nei giorni che si danno la mano, forse annacquati nelle lacrime.. stupore!infinite ancora cadono! pum-pummm, pum-pummm, cuore che non risponde -sibillino- sempre s'interroga, m'interroga, ci, sempre chiede chiede chiede e mai ascolta.. ssst.. a sss c ooo l t a... senti.. silenziatore innestato, segni di vita da un altro pianeta, dove il cielo è più blu, dove a natale nevica, dove la pioggia sa sciogliere tutto, e sa confondere un viso salato -plink- e carezzare la liscia superficie rotonda della sfera che guardo ancora nelle mie mani.. c'è il sole, ma anche piove, in quella landa.
è un bel temporale, tuoni echeggiano rimbombano, danzano. con lampi fulmini e saette, in un sussulto senza tempo, con un raggio di sole, da quella magica sfera.. ma no, no, sbaglio, sempre io sbaglio e non sento. non io ero, non io la tenevo stretta a me e la guardavo, e di lei mi nutrivo, e di lei m'illuminavo..
da dietro lo specchio ancora guardo, spio, spio, busso, a colpi di tuono, tummmm, toc, tummmm, toc.. la fessura c'è, ci soffio dentro, ci picchio contro, occhi troppo profondi per non perdersi, occhi imprigionati in quella sfera, fammi uscire, barocco gioco di sguardi, ho scoperto i tuoi specchi, riflessi, vedo il mio fumo che mi avvolge, caldo e sicuro, tenebroso di dolore.. e tu.. tu che canti con in mano un raggio di sole.. sotto la pioggia, vetri appannati, cuori incatenati, stretti, innamorati. il sorriso, fra le lacrime, è per il giro senza fine, per la vita e la morte, per quei fili di seta che tutto legano, per quanto tutto ci complichiamo. per quanto, quanto!, non guardiamo.
venerdì, dicembre 24, 2004
si. decisamente sono cambiata.
consider this... consider this..
nel giorno di natale che si trascina lentamente con le lancette.. tic-tac,tic-tac.. si avvicina, incede lento ed insinuante..
può essere un tal giorno così?
per la prima volta nella mia vita, mi son vista aprire le mani e far cadere quella magia che ho sempre vissuto, sempre sentito.. rompendola in mille frammenti ancora luccicanti, che tagliano i piedi, e dall'alto gocce salate bruciano, dentro e fuori, nei tagli del cuore e della carne.
e ancora non capisco perchè, potendo lavorare, potendo scegliere di non pensare, ho scelto questa lunga stridente soffocante agonia d'attesa del nulla.
e una frase mi rimbomba in testa,
...ci sono persone che passano tutta la loro vita insieme...
mercoledì, dicembre 15, 2004
quanto, tanto, troppo tempo.
il tempo che vivo fuori da uno schermo, il tempo che vivo fuori da una macchina, il tempo di troppi libri chiusi, di pagine girate ed ingiallite da sole,schiacciate da vocabolari stradari elenchi telefonici ..fuori dal mio sguardo attraverso la finestra appannata dal freddo, fuori da una casa, da qualche parte, in giro per il mondo, forse invece sempre li, semplicemente persa fra nervi ossa budella senza indicazioni che mi riportino sulla strada del cuore.
e cosa faccio, chi sono, dove vado, ma almeno cosa cerco.. beh, non c'è nessuno che può dirmelo.
mi vedo girarmi su me stessa, cerco di mordermi la coda, buffa sciocca stolta io che so e fingo di non vedermi.
e poi forse ancora per poco avrò chiaro bene da dove vengo, finchè riesco a voltarmi, prima che il bosco mi inghiotta ("vieni, vieni, che aspetti, hai paura, non hai il coraggio di gettarti fra le braccia della mia ombra?").. voltarmi, si, e guardare indietro.. e vedere la strada percorsa nella scia ancora brillante delle lacrime, con un sospiro, fin là in fondo, dove sono fermi tutti i miei sorrisi.
li aspetto, li chiamo a me. disubbidienti, loro, ma da quando in qua?!
no, oggi no, no, no, oggi no. oggi c'è stato solo l'incanto di un lago silenzioso, ancora assopito nel torpore del risveglio mattutino, del bianco abbagliante delle cime liscie perfette disegnate da una mano serena e sicura, il profumo del freddo, aprir le braccia a quello splendido spettacolo, sola, sola, e far giravolte nel luccichio del mondo coperto d'un manto di brina... ma sempre con poche martellanti parole, autisticamente ripetute nella mente come un disco continuo fin quasi alla nausea, impossibile peraltro, perchè: 'no, oggi no. no, oggi no.'
oggi.
non lo concepisco, non esiste, non doveva (non poteva!) esistere, non era così, non doveva non sarà non dovrà e invece.. com'è possibile sia arrivato, questo strano triste solitario contemplativo e distruttivo oggi?
star bene.
no, oggi no. oggi è stato un giorno infinito, di minuti durati anni, con le lancette che han giocato coi miei ricordi, il mio cuore, le mie viscere, i miei occhi, i miei sogni.
sussurro.
bisbiglio.
mi addormento stanca, sfinita.
oggi. domani.
lunedì, novembre 08, 2004
ci sono Nuvole infuocate gelide di rame che corrono veloci inseguono il piacere in un Sole rotondo arancione prima che scompaia fra le cime lontane, prima che il velluto del manteau noir sveli la languida Luna stesa sensuale candida, e che guarda maliziosa con un sorriso nel fondo della notte alla fine del cielo gli amori di Venere e Giove nascosti fra le Stelle, che giocano vicini e si sfiorano e fanno arrossire una nuova alba..
giovedì, ottobre 21, 2004

ho sempre amato questo quadro... non è un capolavoro.. ma da piccola mi fermavo, era enorme per me, mi ci perdevo. chiudendo gli occhi seguendo le linee, guardando le ombre dall'immagine fissa un istante nella mente.. un soffio di luce, un attimo ancora di colori, sguardi delicati, carezze, frasi sussurrate. continuava tutto, fluido, nella mia immaginazione.
stessa sensazione, nel buio con due fari, nella musica che trascina la macchina, nell'asfalto lucidato dalla pioggia, nel fresco silenzio della notte deserta. quanto grigio. quante onde, di musica nell'aria, del fumo di una sigaretta, delle ciliege con l'incenso, del vento sulle gocce, dell'inchiostro su un foglio..
-chi sei? non mi riconosci? .. rhythme, parfum, lueur, velours... -si! ... ma che importa? qu'importe...
lunedì, ottobre 18, 2004
Notte, stanotte ti guardo. notte che bussi con ombre, con passsssi pee e sa n t i che nel tuo silenzio riecheggiano.. rimbombano.. si contano.. uno.. pum.. due.. pum.. tre.. pummm.. ed ognuno terremoto nel cuore smuove travi, solleva polvere. guardo ogni granello ricadere su se stesso, in modo diverso. li chiamo per nome. tutti quegli anni. giorni. minuti. istanti. occhi di cane, ronfate di gatto, fiato di cavallo. e tutto si mischia e perde l'ordine del tempo, dello spazio, del cuore. si amalgama tutto si confonde disordinato. ci vorrebbe una libreria speciale, solo per questi speciali granelli.. guardo soddisfatta la struttura della mia nuova granelleria. e conto gli scaffali. passo la mano come sui libri, passo lo sguardo come con la mente far rivivere favole, romanzi, saggi, grammatiche, pigiati ed imbragati in altri scaffali. rianimare vecchie fotografie sbiadite, riconsegnare oggetti, pezzi, aria, cellule, ciascuno al proprio tempo, e al proprio spazio. tutto in un istante. eppure è l'insieme spettacolare. eppure la porta è dall'altra parte. eppure profondo gusto nella riscoperta di ciò che già c'è, nel ricordo-archeologa-ricordo, mi sono vista altrove. l'elmo di negau in mano, studiare parole già pronunciate, su sentimenti già vissuti, su nuove emozioni già provate. testimonianze dell'infinito mosaico che è l'uomo. conforta. come l'odore pieno, pungente ed inebriante di una vecchia casa, di mobili che rumoreggiano di tarli, di libri antichi che hai paura di sfogliare. dove immagini di terrazze fiorite, di laboriose scie in movimento di formichine, di riccioli di vite dal fresco aspro sapore, di morbida segatura della legna per il camino, del grande tesoro che è un piccolo quadrifoglio nell'erba-una mantide religiosa sulle scale-uno stambecco che ti guarda-una gatta che ti affida i suoi micini-l'addio di un cane fedele, si fondono e si sigillano, sempre più lontane, in fondo al corridoio buio dalla tappezzeria austera, lasciando una scia di profumo di frittelle e gauffres, e si chiudono a chiave.. pummm. piccolo viaggio oltre-la-porta, dietro-lo-specchio in cui vivo, con loro, sempre. perchè aprendo gli occhi, mentre l'eco dei suonatori sul ponte si allontana, vedo che tutto questo è dentro di me. è me. è io. notte insinuante, mi rapisci senza ferirmi. e il mio sguardo verso est. est. ancora un po'. e notte non sei più. ma ancora giorno non sarai più. oltre. oltre, nella notte non notte.
lunedì, ottobre 11, 2004
il vocabolario della saretta-esercitazioni di cinese-cd sparsi di qualsiasi cosa-fazzoletti-due smart della macchina fotografica-qualche campione di portachiavi-fogli-ancora fogli-penne-pennarelli ed evidenziatori-una tazza di teino, the verde, fumante fra la profezia di celestino e le origini del totalitarismo.. diari ovunque e quaderni di viaggio, aperti, escono scontrini, 'autogrill lario ovest-euro 3.75', accendini scarichi e bottigliette d'acqua, che coprono foto sorridenti.. la bolla di consegna delle agendine e il preventivo degli asciugamani.. lettere della banca, in olandese, lettere del sole 24ore, ricevuta di ritorno del liceo classico.. l'ametista affianco al floppy, dietro i telefoni e qualche blocco di post-it.. in terra asciugamani, una scarpa da ginnastica ed una décolleté, borse e sacchetti, un paio di peluches strozzati da caricatori e cavi, scatole di agendine da lavorare, mappa stellare e crema idratante..
solitudine nella musica.. solitudine nel vuoto intorno a me.. e nelle parole..
Un tuono annuncia l'uragano:"le tasse seguono il principio di cassa, non di competenza!".. ahia!..la mente mi riadatta versi del buon charles, e con una pacca sulla spalla scuote la testa: la Burocrazia, dispotica, pianta il suo vessillo nero sul mio cranio inclinato..
alla ricerca delle tasse perdute.. cappello in testa, frusta alla cintura, novella Indiana Jones nel tempio maledetto delle scartoffie, con l'ulteriore nemico disordine, da placare.."e aiutami a smettere di fumare".. pure!dimmi di salvare il mondo, già che ci siamo, che metto la tutina da SuperSil..
pensieri in elaborazione costante.. comunicazione macchinosa.. nodi intricati e senza balsamo..
che fanno male, sempre, che stanno li e mi strappano fiumi salati di amarezza, confusione..
ma semplicità in ciò che sembra improponibile, incredibile, impossibile, fino al sorriso del cuore, fino al: 'no, tu non sei normale'.. ed in un respiro tutto cambia prospettiva.. osservare... sorridere... agire...
..ed eccomi, QUESTA sono io: wo th min tzao highlander!!!
...AND NOTHING ELSE MATTERS....
sabato, ottobre 02, 2004
Nuotava tranquillo, senza stancarsi troppo, riposandosi spesso. Guardava la spiaggia e i due promontori. Solo ora, dal basso, si rendeva conto di quanto fosse lontana quella linea ideale, che si stendeva tra un capo e l'altro da sud a nord, e oltre la quale sarebbe entrato nel giorno prima.
...
(U.Eco, L'isola del giorno prima)
parole livelli parole parole ricordi impastare la pasta per la pizza da sola nella musica e nel vuoto sovrapposizioni la cucina cucina surreale pizza..
Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus
venerdì, ottobre 01, 2004
terribilmente serena, oggi pare tutto diverso e un po' deformato.
oggi penso a me. solo a me, pur nel rincorrersi degli impegni.
e cammino, cammino sola, per le vecchie vie della mia città, ricoperte di nuovi pavè che purtroppo cancellano il profumo del tempo.. per i parchi, ordinati e puliti che sembrano finti, trafitta dal silenzio e dall'incenso nella chiesetta preferita, definendo di volta in volta la mia meta, per vie nuove e trafficate di macchinoni e calcson.
tutti che si inseguono, tutti che corrono, nelle loro facce come azzerate, e penso, penso alla realtà..
nella mia promenade, ripercorro una rousseauiana memoria, rivisitata però nell'asfalto..
penso a me. e stasera vedo hattori. è da troppo che non usciamo, soli, e che non sorridiamo di noi nel trovarci a lasciar scorrere parole impegnate, parole importanti esorcizzate da un bicchiere di birra, sul tavolo di un riservato pub.. così grandi.. e così piccoli. così vicini nel sentire, così lontani nella direzione dei pensieri. così sanguinanti, e così guarenti.
martedì, settembre 28, 2004
si, sarebbe la notte ideale per guardare le stelle. fresco profumo di notte. chiudo gli occhi. e mi immagino altrove, lontano, lontano. freddo. si, decisamente la notte ideale.. se non fosse per la luna. già. proprio lei. cosa ci faccio qui? stirati il karma, che ce l'hai stropicciato. mai accolta osservazione con sorriso più grande. perchè sono tutta arruffata. perchè nel silenzio rimbombano i battiti del cuore. perchè nel freddo anche una lacrima scalda il viso. perchè la luna stasera è vanitosa, e nella sua luce da primadonna mi fa perdere tutti i tracciati delle stelle. treni in lontananza. sirene che svaniscono. cani che ululano. dovrò unirmi al coro.
domenica, settembre 26, 2004
ssst... profumo d'autunno... eccolo! lo senti? ma guarda che cielo!
il cerchio, a volte si stringe, a volte si allarga. la direzione sembra cambiare sempre.. perchè spostare i cartelli? sa di stregatto..
i piccoli dispetti che al posto di metterer in crisi dovrebbero rassicurare. perchè in realtà la linea d'arrivo è sempre li.
zuppa dolce di soia verde. ecco la soluzione. troppo spesso accecati da obiettivi che si spostano, si allontanano, si perdono nella nebbia, si vaga a senso unico, e non si gusta il bello del viaggio. ciò che più fa male è ciò che più apre gli occhi. mettersi in discussione. perdersi. per poi ritrovarsi altrove. imparare. provare analisi e sintesi. insieme.. vertigini di pensiero. montagne russe..
zuppa dolce di soia verde.
..è restringendo al dettaglio che si trovano connessioni col tutto, e ci si avvicina alla verità.. parole di un fisico che lavora sulle particelle, che al Cern guarda cosa succede se fa scontrare due protoni o due ioni, che torna indietro nel tempo fino ad un microsecondo dal big bang.. e così ripensi a Laplace, a qualche concetto buddista, agli studi di Hawking.. e quelle parole, quell'atto tanto comune.. guarda, guarda cos'ho scoperto!sono stato bravo?hai visto?vedi cosa c'è che interessa sia me che te che tutti, e che voglio condividere con te perchè riguarda tutti noi?.. profonda natura dell'uomo.. e tutto prende forma per un istante, solo un istante, di luce, di flash in un'intuizione allargata impalpabile immensa.. tutto.. che scompare subito nella nebbia delle parole, dello spazio fisico dei libri e della mente..
che la realtà è soggettiva. si. ma che esiste una verità, un'unità, che noi non cogliamo. che.. quel che sembra paradossale... non coglieremo mai, restando ancorati alla realtà.
guardo da dietro lo specchio... e rifletto... e vedo... tanta vita, tante vite.. sempre energia di base.. e fra gli alti alti e i bassi bassi, il centro si vede sempre... fa piangere, e fa sorridere, nella costruzione tempo che avanza.
lunedì, settembre 20, 2004
se in una notte davvero speciale si cercano parole immortali.. attingere da Montaigne è d'obbligo.. per riflettere senza poter dormire, per capire di aver appena fatto esperienza di ciò che si era sempre creduto di sapere.. e per cercare di andare oltre, in un completamento che ogni volta si scopre essere solo un gradino più in basso, in una scala che ora sembra senza fine.. a troppi livelli si può lavorare sulle cose.. errore banale ma comune e doloroso, credere di guardare tutti nella stessa direzione..
CEUX qui accusent les hommes d'aller tousjours beant apres les choses futures, et nous apprennent à nous saisir des biens presens, et nous rassoir en ceux-là : comme n'ayants aucune prise sur ce qui est à venir, voire assez moins que nous n'avons sur ce qui est passé, touchent la plus commune des humaines erreurs : s'ils osent appeller erreur, chose à quoy nature mesme nous achemine, pour le service de la continuation de son ouvrage, nous imprimant, comme assez d'autres, cette imagination fausse, plus jalouse de nostre action, que de nostre science. Nous ne sommes jamais chez nous, nous sommes tousjours au delà. La crainte, le desir, l'esperance, nous eslancent vers l'advenir : et nous desrobent le sentiment et la consideration de ce qui est, pour nous amuser à ce qui sera, voire quand nous ne serons plus. Calamitosus est animus futuri anxius.
Ce grand precepte est souvent allegué en Platon, « Fay ton faict, et te congnoy. » Chascun de ces deux membres enveloppe generallement tout nostre devoir : et semblablement enveloppe son compagnon. Qui auroit à faire son faict, verroit que sa premiere leçon, c'est cognoistre ce qu'il est, et ce qui luy est propre. Et qui se cognoist, ne prend plus l'estranger faict pour le sien : s'ayme, et se cultive avant toute autre chose : refuse les occupations superflues, et les pensees, et propositions inutiles. Comme la folie quand on luy octroyera ce qu'elle desire, ne sera pas contente : aussi est la sagesse contente de ce qui est present, ne se desplait jamais de soy.
... sempre gli Essais ... sempre Montaigne...
venerdì, settembre 17, 2004
truccochecola, nottechemuore, giornocheavanza.. senzaparole, senzamore.
cantofischietto il mio prediletto.
... e intanto corro, ad inseguir Tempo, temporeggiando il cuore, che non smette di bussare.
martedì, settembre 14, 2004
non so... manca qualcosa.. manca.
è che forse semplicemente di solito si fa confusione. è che forse io sono sempre la più confusionaria.. è che perplessa mi sono addormentata.. perplessa saluto le nuvole grigio-uniforme senza-scale-di-grigi del nuovo giorno milanese e di corsa -di corsa?- fischietterò nuove ore.
non ti buttare via.
devi volerti bene.
non volevi tornare a ballare fra le stelle?
(... ancora mi alzo pensando di portare a spasso il cagnone.... non pensavo.. non credevo.. )
lunedì, settembre 13, 2004
ancora nelle note ancora nelle parole ancora nell'aria che vibra.. nella musica che sembra la voce dell'anima, profonda avvolgente bisbigliante diretta al cuore.. ancora nei raggi del sole e nelle gocce di pioggia.. nel profumo umido delle nuvole, nei colori delle foglie di primo autunno.. ci sono, e ballo rido canto piango e abbraccio l'aria ... ma non corro più, no.. anche se sembra non sia così, nel turbinio mi sento chiamare, tirare, spingere, un piccolo uragano che fischia, tuona, soffia, scroscia.. e per una volta è solo fuori.. io guardo e osservo il mondo stesa nell'erba e mi sento rugiada.. e immagino.. sogno di esser sdraiata sul prato del mio doc.. a chiamare le stelle per nome ancora a pochi centimetri dal suo morbido musone, fra bacche di ginepro e mirto.. e sentirgli annusare aria di mare, con gli occhi socchiusi nel vento, tracce di cinghiali, una scodinzolata..
sabato, settembre 11, 2004
NON IMPEDIR LO SUO FATALE ANDARE:
VUOLSE COSI' COLA' OVE SI PUOTE
CIO' CHE SI VUOLE, E PIU' NON DIMANDARE.